CHIARIMENTI

CHIARIMENTI SULLA DEFINIZIONE DI “IMPIANTO TERMICO” E SUA APPLICAZIONE AL DPR 74/13 e D.G.R.3965 DEL 31.07.2015 Regione Lombardia.

 

La presente comunicazione, per chiarire in modo esaustivo, aspetti relativi alla definizione di impianto termico, compilazione del libretto di impianto per generatori a biomassa legnosa e quale è la potenzialità da considerare, ai fini della legislazione in oggetto, di una stufa ad accumulo termico.

  • Definizione di impianto termico

Si ricorda la definizione di “Impianto termico” introdotta dalla legge 90/2013 e dal D.G.R. 3965 del 31.07.2015 Regione Lombardia:

“Impianto termico”: l’impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.

Si evince perciò che un qualsiasi apparecchio a biomassa legnosa (stufa, caminetto chiuso etc.) con potenzialità maggiore di 5 kW viene definito impianto termico, quindi soggetto, secondo la legislazione regionale vigente, a targatura impianto, compilazione del libretto d’impianto (separato da quello per esempio di una caldaia a gas) e compilazione dell’allegato di controllo 1B.

Se tale apparecchio però, ha una potenzialità inferiore a 5 kW, ma la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi presenti nella singola unità immobiliare supera i 5 kW (es. caldaia murale a gas da 24 kW+ stufa a legna da 3 kW), la stufa o caminetto chiuso in oggetto è da considerarsi impianto termico e quindi soggetto alle prescrizioni sopra descritte.

Si ricorda inoltre che sono esclusi dalla legislazione regionale le cucine economiche, le termocucine e i caminetti aperti di qualsiasi potenza termica.

  • Compilazione libretto d’impianto in singole unità immobiliari che possiedono generatori a biomassa.

A seguito i chiarimenti fatti precedentemente a riguardo di quando un generatore a biomassa è da considerarsi “Impianto termico”, riporto quindi alcuni esempi applicativi che integrano quelli presenti sul sito del CTI e CURIT.

CURIT ricorda che gli esempi applicativi presenti sul web site non sono esaustivi e sono solo alcuni casi.

Cattura

  • Stufe ad accumulo termico ( kachelofen )

Il caso delle stufe ad accumulo termico comunemente chiamate “kachelofen” è particolare e non preso in considerazione dai legislatori a riguardo l’applicazione del DPR 74/13 e relativi DGR di Regione Lombardia dando così nascita a molte forme di pensiero e di applicazione.

Queste tipologie di stufe costruite in opera, è il costruttore del manufatto che deve dichiarare la potenza termica al focolare, calcolata con un software certificato e secondo la norma UNI EN 15544.

Analizziamo ora i dati ottenuti con la norma di progettazione UNI EN 15544 su un esempio di stufa costruita in opera per chiarire alcuni concetti:

DATI TECNICI

Potenza termica: 3,5 kW (h)

Durata nominale di funzionamento: 12 ore

Quantità max. di legna: 12,9 Kg

Ipotizziamo di aver progettato una stufa con questi dati tecnici, le domande che potrebbero sorgere in fase di applicazione del DPR 74/13 oppure il DGR Regione Lombardia sono queste:

  1. Quanti kW di potenza considero la stufa? 3,5 oppure 42 kW?
  2. Ai fini del DPR 74/13 e DGR 3965 regione Lombardia lo considero impianto termico se sotto i 3,5 kW?

La linea di ASSOCOSMA, l’unica associazione nazionale che rappresenta la categoria dei costruttori di stufe in opera, è quella di dichiarare la potenza termica prodotta in un’ora (3,5 kW). Quindi se nella singola unità immobiliare è presente oltre che la stufa anche un altro generatore (esempio altra stufa o caldaia gas), la stufa ad accumulo è da considerarsi impianto termico, quindi soggetto a libretto d’impianto e in Regione Lombardia alla compilazione dell’allegato di controllo 1B.

In ogni caso per togliere qualsiasi dubbio sull’argomento, nel caso della stufa sopracitata, possiamo anche considerare che abbia una potenza termica pari a 14 kW/h, calcolata sull’effettiva energia prodotta da 12,9 kW di legna nelle 3 ore effettive di combustione, prima di chiudere completamente i registri dell’aria e renderla ermetica e senza tener conto delle ore di emissione di calore della stufa in ambiente (ore di autonomia).

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